
Inattendibile il risultato dell’alcoltest se effettuato diverse ore dopo il sinistro (Corte di Cassazione, Sezione Penale n. 39725 depositata il 27.09.2019).
Il caso prendeva le mosse da un ricorso presentato da un automobilista, responsabile per guida in stato di ebbrezza con l’aggravante di aver provocato un sinistro stradale.
In primo grado l’automobilista veniva ritenuto responsabile.
La Corte di appello riformava parzialmente la sentenza e applicava la riduzione della pena in quanto quella inflitta dal giudice di primo grado era ritenuta illegale poiché superiore al massimo edittale.
I giudici di appello ritenevano comunque provato il fatto che, al momento della misurazione del tasso alcolemico, questo fosse alto nonostante fosse stato rilevato tre ore dopo l’incidente, inoltre, la circostanza addotta dalla difesa, secondo la quale l’assunzione di alcol sarebbe avvenuta dopo il sinistro e durante la consumazione della cena, non era stata opposta agli agenti al momento della misurazione.
L’uomo pertanto proponeva ricorso in Cassazione.
Secondo il ricorrente la Corte aveva erroneamente ritenuto raggiunta la prova dell’assunzione di alcolici in misura oltrepassante il limite di legge.
Nello specifico la difesa sosteneva che, le prove alcolimetriche, avvenute dopo alcune ore dall’incidente, non sorreggevano la ricostruzione offerta dall’automobilista, il quale affermava di aver bevuto durante la cena e dopo il sinistro. La difesa rilevava, altresì, come il riferimento alle precedenti condanne per lo stesso reato fosse “inconferente”.
A parere della difesa occorreva tenere in considerazione che il tasso alcolemico raggiunge il valore elevato nel sangue tra i venti e i sessanta minuti dopo l’assunzione fino a quando l’andamento della curva è ascendente e successivamente inizia a degradare.
Dai test effettuati sul soggetto interessato, il tasso risultava in salita nonostante venisse contestata l’assunzione di bevande alcoliche almeno tre ore prima.
La Suprema Corte ricorda anche che le tempistiche di assorbimento e di smaltimento delle bevande alcoliche non sono dati determinabili in astratto e validi per la generalità dei casi ma variano da soggetto a soggetto.
Pertanto, per la Corte, ai fini dell’eventuale condanna è necessario valutare la presenza di altri elementi indiziari.
La Suprema Corte, pertanto, ha annullato la sentenza con rinvio ritenendo che, i valori, rilevati dopo un certo lasso di tempo dall’assunzione di alcol, non possono ritenersi validi ed idonei ad accertare, con certezza, lo stato di ebbrezza risalente ad un tempo precedente rispetto a quello del controllo effettuato nel caso in cui la parabola sia ancora ascendente durante il test.
Commento dell’ Avv. Carlo Cavalletti
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