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L’infortunio durante la pausa caffè non è indennizzabile (Cassazione sez. Lavoro n. 32473/2021).

La Corte di Cassazione in data 08.11.2021 con la sentenza 32473, di forte impatto sociale, escludeva l’indennizzo dell’infortunio avvenuto durante la pausa caffè.

La vicenda traeva origine dalla causa intentata da una impiegata della Procura della Repubblica di Firenze contro l’Inail: parte attrice cadeva durante il tragitto di ritorno dalla “breve pausa caffè” e agiva in giudizio nei confronti di controparte per l’indennità di malattia per inabilità assoluta temporanea e per l’indennizzo corrispondente da danno permanente.

Nonostante sia il Tribunale che la Corte di Appello di Firenze, nei gradi precedenti di giudizio, avevano ritenuto sussistente il nesso eziologico, avevano configurato il rischio non generico ed avevano considerato l’evento “connesso ed accessorio all’attività di lavoro”, la Suprema Corte ribaltava le sorti del giudizio e statuiva che il rischio in questione era “improprio” e non “elettivo” determinato cioè da una scelta arbitraria della lavoratrice, non improcrastinabile e non impellente.

Nella sentenza in esame si evidenziava inoltre come a nulla rilevi l’autorizzazione del datore di lavoro alla “pausa caffè”, tipica consuetudine non scritta per migliaia di lavoratori, né che il luogo di lavoro non abbia una struttura bar al suo interno, ma ciò che rileva è che l’infortunio avveniva al di fuori, dal punto di vista spazio-temporale, dell’attività lavorativa.

La lavoratrice pertanto si era volontariamente esposta ad un rischio in quanto la pausa caffè non corrisponde ad un bisogno fisiologico.

Le censure avanzate dall’Inail erano pertanto fondate e il ricorso veniva accolto.

Commento Avv. Irene Vannozzi

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Ultima modifica ilMartedì, 15 Febbraio 2022 14:19