La Corte d’appello ha confermato una condanna ad una nota multinazionale per aver tenuto comportamenti illegittimi nei confronti dei lavoratori.
La controversia riguarda i turni di lavoro notturni poiché, secondo il contratto collettivo nazionale di categoria (ccnl logistica, merci e spedizione), devono essere più corti di 15 minuti rispetto a quelli diurni. In pratica il lavoratore deve essere pagato per otto ore, ma è diritto di ogni lavoratore lavorarne “solo” 7 e 45 minuti.
A lungo, l’azienda ha sostenuto che il turno “accorciato” non è diritto dei lavoratori che beneficiano già della pausa retribuita di 30 minuti ma tuttavia, sia in primo che secondo grado, vi è stato il rigetto della posizione datoriale.
E così, pur ricordando che può il datore ricorrere in Cassazione, i lavoratori coinvolti possono richiedere il riconoscimento definitivo dei diritti contrattuali e quindi sia richiedere il rispetto del CCNL sia le differenze retributive e contributive di quanto effettivamente lavorato.
Commento Avv. Carlo Cavalletti
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