
No all’esenzione Imu se il coniuge risiede in altro Comune (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 28534 d
La Suprema Corte ribadisce lo stop all’esenzione del pagamento Imu se i coniugi risiedono in due comuni diversi.
La pronuncia, nello specifico, aveva ad oggetto il pagamento dell’ICI ma il principio può risultare utile anche in materia di IMU.
Due coniugi, residenti in comuni diversi, ricevevano un avviso di accertamento relativo all’ici dell’anno 2010.
Gli Ermellini affermavano che, nel caso in cui il soggetto passivo sia coniugato, al fine di godere della detrazione sull’immobile dove uno dei due coniugi risulta residente, occorre che vi sia la coabitazione di entrambi.
Si ribadisce, infatti, che, per il riconoscomento dell’agevolazione fiscale, non rileva la residenza dei singoli coniugi ma la residenza della famiglia.
Per quanto riguarda l’Imu anche la decisione della Corte del febbraio 2020 giungeva alle medesime conclusioni ovvero che ai fini dell’esenzione è necessario che i coniugi non solo dimorino abitualmente nell’immobile adibito ad abitazione principale ma che questi abbiano li anche la residenza anagrafica.
In caso contrario il beneficio riguarderà soltanto uno dei due immobili.
Sul punto la circolare del Mef del 2012 consentiva l’esenzione nel caso in cu
La Suprema Corte ribadisce lo stop all’esenzione del pagamento Imi i due coniugi abbiano residenza e domicilio fiscale in due comuni diversi, permettendo di poter beneficiare dell’agevolazione per entrambi gli immobili.
Tale assunto, però, contrasta con quanto affermato dalla giurisprudenza.
Commento dall’ Avv. Carlo Cavalletti
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