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Il risarcimento in caso di lesione dell'integrità psicofisica deve considerare l'invalidità temporanea e permanente. (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 7126 del 12 marzo 2021).

Il caso riguardava una azione di risarcimento che un padre, sia in nome proprio che in nome della figlia minore, proponeva nei confronti della Asl. Nello specifico chiedeva il risarcimento dei danni subiti dalla figlia a seguito dei trattamenti sanitari effettuati presso la divisione di odontoiatria dell'ospedale.

In primo grado la richiesta veniva rigettata, in sede di appello la domanda veniva parzialmente accolta e la asl condannata al risarcimento nei confronti degli attori.

La Corte di Appello, in particolare, liquidava solamente il danno da inabilità temporanea per i quaranta giorni di ricovero ospedaliero e respingeva la richiesta volta ad ottenere il risarcimento per l'intero periodo in cui la figlia si era sottoposta alle cure pari a circa undici anni.

La questione giungeva dinanzi alla Suprema Corte dove parte ricorrente contestava la mancata liquidazione del periodo necessario per evitare un aggravamento della condizione clinica come danno da invalidità temporanea.

Veniva, altresì, rilevata la personalizzazione del danno non patrimoniale subito senza tenere in considerazione il reale periodo di invalidità temporanea.

Gli Ermellini, ritenendo fondate le censure sollevate, accoglievano il ricorso e cassavano la sentenza impugnata.

A parere della Corte, infatti, la liquidazione del danno biologico deve tenere in considerazione la lesione dell'integrità psicofisica sotto il duplice aspetto dell'invalidità temporanea e permanente.

L'invalidità permanente è, infatti, suscettibile di valutazione solamente dopo il decorso e la cessazione della malattia e nel momento in cui il soggetto abbia riacquistato la sua validità con la stabilizzazione dei postumi.

In definitiva, nel caso di specie, nella valutazione del pregiudizio bisognava considerare sia l'inabilità tempranea dai trattamenti, e per tutta la loro durata, sia le eventuali conseguenze psicologiche o morali sofferte dalla danneggiata.

                                                                      

Commento dall' Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

 

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Ultima modifica ilLunedì, 12 Aprile 2021 08:21

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