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Il bilanciamento tra diritto di cronaca e diritto all'oblio: quando il diritto all'oblio deve essere riconosciuto.

In evidenza Il bilanciamento tra diritto di cronaca e diritto all'oblio: quando il diritto all'oblio deve essere riconosciuto.

Il bilanciamento tra diritto di cronaca e diritto all'oblio: quando il diritto all'oblio deve essere riconosciuto.

 

Innanzitutto è bene chiarire che per diritto all'oblio si intende una particolare forma di garanzia che prevede la non diffusione, senza particolari motivi, di precedenti pregiudizievoli dell'onore di una persona, per tali intendendosi principalmente i precedenti giudiziari di una persona.

Il corretto bilanciamento tra diritto di cronaca e diritto alla riservatezza, quest'ultimo nella sua connotazione di diritto all'oblio, non sempre risulta di agevole definizione.

Probabilmente perchè entrano in gioco diversi variabili o, meglio ancora, diversi interessi da tutelare ed equilibrare, con la conseguenza che risulta difficile stabilire dove finisca la tutela dell'uno ed inizi quella dell'altro.

Di recente, sul tema, si segnala l'intervento delle Sezioni Unite, le quali, con la pronuncia n. 19681 del 22 luglio 2019, confermano l'orientamento favorevole al riconoscimento e quindi alla tutela del diritto all'oblio.

Nella sentenza, fermo restando la libertà della scelta in ordine alla rievocazione, espressione della libertà di stampa e di informazione, tutelata dall'art 21 della Costituzione, si afferma il compito del giudice di valutare la sussistenza dell'interesse pubblico, concreto ed attuale alla menzione degli elementi identificativi dei soggetti interessati dalla vicenda.

Sulla base di tale valutazione viene ritenuta lecita la menzione soltanto nel caso in cui i soggetti coinvolti destino l'interesse della collettività o in ragione del ruolo rivestito o ancora in ragione della notorietà.

In assenza di quanto sopra risulterà prevalente il diritto alla riservatezza dell'interessato rispetto alle vicende del passato che possano ferire la dignità e l'onore dello stesso.

In linea con il citato orientamento si segnala un caso, sul riconoscimento del diritto all'oblio, trattato dallo Studio Legale Cavalletti.

La vicenda in questione riguardava un soggetto, condannato nel lontano 2003, il quale, a distanza di anni, veniva ancora menzionato in vari URL nonostante il trascorrere del tempo e nonostante il soggetto in questione avesse da tempo scontato la sua pena e fosse stato riabilitato.

Peraltro il cliente esercitava, con professionalità, lavori intellettuali e quindi le pubblicazioni danneggiavano il suo operato.

Nello specifico la digitazione, nel motore di ricerca, del nome e cognome dell'interessato rimandavano ai siti in cui si rievocava la vicenda giudiziaria avvenuta parecchi anni fa.

Nel caso di specie il requisito del trascorrere del tempo, rispetto ai fatti oggetto delle notizie, nonché la carenza dell'interesse pubblico alla conoscibilità degli URL risultavano evidenti.

Lo Studio Legale Cavalletti, pertanto, ha chiesto ed ottenuto la rimozione, dal motore di ricerca google, degli URL relativi al nominativo del soggetto in questione.

Tale risultato è senza dubbio rilevante per il soggetto che, dopo aver scontato la pena prevista e a seguito della riabilitazione, deve avere la possibilità di reinserimento nella società nonchè il diritto di condurre una vita dove la dignità e l'onore vengono rispettati.

  

Articolo redatto dall' Avv. Carlo Cavalletti  e dall' Avv. Mariangela Caradonna


www.studiolegalecavalletti.it
Via R. Fucini, 49
56125 Pisa
tel. 050540471

Ultima modifica ilVenerdì, 22 Novembre 2019 11:20

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