Log in

Possibile l'azione di regresso nei confronti del genitore inadempiente per ottenere il rimborso delle spese sostenute per il figlio fin dal nascita- (Corte di Cassazione ordinanza n. 16404 del 2019 pubblicata il 20.06.2019).

 Possibile l'azione di regresso nei confronti del genitore inadempiente per ottenere il rimborso delle spese sostenute per il figlio fin dal nascita- (Corte di Cassazione ordinanza n. 16404 del 2019 pubblicata il 20.06.2019).

Il caso di specie riguarda la condanna, in primo grado, del padre naturale, al pagamento, nei confronti della madre, della somma di euro 500,00 a titolo di mantenimento del figlio, oltre al rimborso del 50% delle spese mediche e di istruzione. Nella stessa sentenza veniva, altresì, previsto a carico del padre la corresponsione della somma di euro 60.000, a titolo di rimborso spese di mantenimento e di risarcimento dei danni.

Dinanzi alla Corte di Appello, la decisione veniva parzialmente riformata, pertanto, il padre impugnava il provvedimento con ricorso per Cassazione.

Nello specifico, contestava  sia la condanna al rimborso delle spese di mantenimento che l'entità del quantum.

La vicenda dinanzi alla Suprema Corte si conclude con il rigetto del ricorso perchè infondato..

La Corte, in tale circostanza, ha motivato la decisione affermando che, in virtù di quanto previsto dall'art 148 c.c., il genitore, che ha provveduto integralmente al mantenimento del figlio, ha il diritto di esercitare l'azione di regresso nei confronti dell'altro genitore.

In sostanza, la predetta azione di regresso, comporta il richiamo delle regole previste in materia di rapporto tra condebitori solidali in virtù del disposto di cui all'art 148 c.c.

In merito alla seconda doglianza, lamentata dal padre, ovvero l'entità del quantum, la Cassazione ribadisce che, in sede di legittimità, non è consentito rimettere in discussione gli esiti istruttori già raggiunti nella decisione impugnata. In caso contrario si darebbe luogo ad un terzo grado di merito, come tale, non consentito.

 

 

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

Via R. Fucini, 49

56125 Pisa

Tel: 050540471

Fax. 050542616

www.studiolegalecavalletti.it

www.news.studiolegalecavalletti.it

L'obbligo di concorrere al mantenimento del figlio dedito agli studi universitari cessa qualora quest'ultimo, presso una sede diversa dal luogo di residenza, non abbia ottenuto alcun titolo di studio o una possibile occupazione remunerativa

“L'obbligo di concorrere al mantenimento del figlio dedito agli studi universitari cessa  qualora quest'ultimo, presso una sede diversa dal luogo di residenza, non abbia ottenuto alcun titolo di studio o una possibile occupazione remunerativa” (Tribunale di Pisa rg. 942 anno 2018).

 

Il caso trattato dallo Studio Legale Cavalletti (nella persona dei legali avv. Carlo Cavalletti e Martina Marianetti) prende spunto da una richiesta di revoca dell'assegno di mantenimento proposta dal padre della figlia che si era visto arrivare una comunicazione da parte dell'Agenzia delle Entrate per modifiche alla dichiarazione dei redditi in quanto la resistente non era più a suo carico.

Sottoscrivi questo feed RSS

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy & Informativa Privacy.

Cliccando su "OK" acconsenti all’uso dei cookie.