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Addebito separazione: se il coniuge tollera i tradimenti non potrà richiedere l'addebito (Tribunale di Roma, I Sezione civile sentenza n. 18488/2015).

Con la sentenza n. 18488, la Prima Sezione del Tribunale di Roma si è espressa nella richiesta di addebito della separazione avanzata da un coniuge che ha tollerato per vari anni il tradimento della moglie.
Il caso in oggetto concerne la richiesta avanzata dal marito di addebito della separazione dopo che era stata proprio la moglie ad iniziare la procedura di separazione in Tribunale.
I due coniugi difatti vivevano da anni come “separati in casa”, in un costante clima di disarmonia e mancanza di equilibrio che aveva portato ad una completa disgregazione della armonia coniugale.
Oltre a dormire separati, i due coniugi erano in continuo contrasto da tempo circa ogni decisione della vita di coppia ed altresì la moglie aveva iniziato una relazione extraconiugale che durava da tempo, della quale aveva informato il marito personalmente.
Quest'ultimo aveva però continuato ad abitare sotto il medesimo tetto del coniuge, pur essendo a conoscenza della relazione della moglie.
Secondo il Tribunale della capitale, la circostanza che il ricorso per separazione fosse stato presentato dalla moglie significava che il marito sarebbe stato disposto a proseguire nel rapporto coniugale nonostante la conoscenza del tradimento- cosa che effettivamente era avvenuta per anni- e la situazione verificatosi non aveva determinato una violazione/ rottura del vincolo fiduciario tra i coniugi posto alla base del matrimonio ma anzi andava a confermare una persistente autonomia di vita dei coniugi, incompatibile con l'istituto del matrimonio sfociata in una disgregazione della comunione spirituale e materiale.
Sulla base di codesti principi, il Tribunale adito si è pronunciato nel senso di escludere per l'addebito della separazione in capo al coniuge responsabile la sola sussistenza del “ fatto tradimento”, che anzi deve essere valutato avuto riguardo alla complessiva situazione familiare e comparativa dei coniugi- nel caso in esame disgregazione del vincolo coniugale che durava da tempo ed accettazione del rapporto extraconiugale da parte del marito- per stabilire in particolare se invece di essere stato la causa della rottura del vincolo fiduciario, fosse stato in realtà una mera conseguenza di una crisi coniugale già in atto.
È questo un caso concreto dell'applicazione del principio del nesso di causalità che sarebbe dovuto sussistere tra la violazione del dovere di fedeltà e la rottura del consortium familiae perchè la richiesta del marito potesse essere accolta.


Avv. Martina Marianetti
c/o Studio Legale Cavalletti
via R. Fucini, 49
56125 Pisa

Ultima modifica ilVenerdì, 19 Febbraio 2016 07:30

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