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La mediazione ante causam avvera la condizione di procedibilità della domanda (Tribunale di Pistoia sentenza del 01.12.2020)

 

La mediazione ante causam avvera la condizione di procedibilità della domanda (Tribunale di Pistoia  sentenza del 01.12.2020)

 

La pronuncia in commento, resa ex art 281 sexies c.p.c. in materia di diritto bancario, verte sull'eccezione di procedibilità della domanda.

In particolare si discuteva sulla validità, ai fini della procedibilità della domanda, del procedimento di mediazione esperito ante causam.

Al fine di meglio comprendere il contenuto della decisione appare opportuno ripercorrere, per sommi capi, i fatti di causa.

La vicenda vedeva coinvolte, una società a responsabilità limitata, rappresentata e difesa dall'Avv. Carlo Cavalletti, ed un istituto di credito.

Lo Studio Cavalletti assumeva, pertanto, la difesa di parte attrice che conveniva in giudizio la banca al fine di accertare e dichiarare, in relazione ad un contratto di mutuo, l'avvenuto superamento della soglia ex  L. 108/96 con conseguente condanna di parte convenuta alla restituzione degli interessi, nonché la nullità del contratto  di mutuo in questione ai sensi dell'art. 117 TUB, 1284 c.c. e la nullità della clausola floor nei confronti dei legali rappresentanti della predetta società.

La Banca si costitutiva in giudizio chiedendo il rigetto delle domande attoree sostenendo, tra le altre cose, la carenza di legittimazione attiva dei legali rappresentanti della società.

All'udienza il Giudice, rilevato che la vicenda rientrava in materia per la quale è prevista la mediaizone obbligatoria, rinviava la causa concedendo termini a tal fine.

Parte attrice, previo deposito del relativo verbale di mediazione nel fascicolo telematico, all'udienza  dava atto di aver già esperito il tentativo di mediazione prima dell'inizio del giudizio, ritenendo, pertanto, soddisfatta la condizione di procedibilità.

Parte convenuta chiedeva che la domanda venisse dichiarata improcedibile.

A seguito di precisazione delle conclusioni e discussione orale ex art 281 sexies c.p.c. il Giudice pronunciava sentenza con la quale rigettava l'eccezione di improcedibilità della domanda.

Nello specifico il Giudice richiamava la giurisprudenza sia della Suprema Corte che della Corte di Giustizia la quale ha adottato un approccio di tipo sostanziale “in base al quale è sufficiente verificare se la condizione di procedibilità della domanda si sia o meno avverata, piuttosto che privilegiare istanze improntante ad un maggiore rigore formalistico, tuttavia stridenti rispetto alla esigenza di salvaguardare  il diritto di accesso al sistema giudiziario”.

In base a quanto sopra, pertanto, il Giudice non ha ritenuto applicabile la sanzione dell'improcedibilità della domanda ai sensi dell'art. 5 comma 1 bis del d.lgs 28/2010.

In definitiva ha ritenuto che la produzione del verbale di mediazione negativo fosse sufficiente a ritenere avverata la condizione di procedibilità della domanda.

La pronuncia concludeva per il rigetto dell'eccezione di imporcedibilità sollevata dalla convenuta e con la rimessione della causa sul ruolo per la delibazione sul merito delle domande e delle eccezioni sollevate.                                                                                                                                                                                                                                                                                                

 

Commento dall' Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

 

Via R. Fucini, 49

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Ultima modifica ilLunedì, 14 Dicembre 2020 07:11

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