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Liquidazione del sinistro ed indennità di accompagnamento (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 526 del 15.01.2020).

Il caso in esame riguardava un soggetto il quale, a seguito di un sinistro, riportava gravissime macrolesioni.

La compagnia assicurativa e la società, proprietaria del veicolo, venivano, condannate al risarcimento dei danni patrimoniali e non.

La Corte di Appello competente, rivalutando la vicenda, ordinava la restituzione di parte delle somme in quanto erogate in eccesso.

Nello specifico veniva sottratto l'importo delle provvidenze pubbliche.

La questione giungeva dinanzi alla Suprema Corte la quale rigettava il ricorso del soggetto leso e confermava la condanna, in solido, dell'assicurazione e del proprietario del veicolo, decurtando le somme percepite in eccesso.

Gli Ermellini ribadiscono i principi già affermati nella sentenza n.7774/2016, avente ad oggetto la stessa vicenda e, nella pronuncia in esame, chiariscono che la liquidazione del danno patrimoniale presuppone l'accertamento sulle spese al fine di verificarne l'effettivo esborso.

La Corte ha precisato, altresì, che, nella liquidazione del danno patrimoniale, il Giudice deve detrarre, dall'importo percepito a titolo di risarcimento, sia i benefici spettanti a titolo di indennità di accompagnamento sia i benefici erogati in virtù della legge regionale in materia di assistenza domiciliare.

 

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

 

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Ultima modifica ilLunedì, 03 Febbraio 2020 10:11

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