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In assenza di pattuizione del massimale grava sull'assicuratore provarne l'esistenza e la misura (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 26813 del 21.10.2019).

In assenza di pattuizione del massimale grava sull'assicuratore provarne l'esistenza e la misura (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 26813 del 21.10.2019).

Il caso in esame traeva origine da un incidente stradale, a seguito del quale, un soggetto riportava una frattura alla vertebra.

La struttura sanitaria dimetteva il danneggiato senza accorgersi della frattura, determinando, con il   il ritardo della diagnosi,  l'aggravarsi della lesione.

Il soggetto leso, pertanto, agiva in giudizio al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti.

La struttura sanitaria si costituiva in giudizio e chiamava in causa la compagnia assicurativa.

Il Tribunale competente accoglieva sia la domanda principale che quella di garanzia.

La decisione veniva impugnata e dinanzi alla Corte di Appello veniva richiesto il rigetto della domanda e in via subordinata la liquidazione del danno in misura inferiore.

Durante il giudizio di appello la compagnia liquidava quanto previsto contrattualmente e in sede di comparsa conclusionale eccepiva l'esaurimento del massimale.

La Corte di appello ritenendo l'eccezione di cui sopra tardiva rigettava il gravame proposto.

La questione giungeva, pertanto, dinanzi alla Corte di Cassazione.

A parere della ricorrente il massimale è una mera allegazione difensiva e non una eccezione, pertanto, può essere dedotta anche nel corso del giudizio di appello, rilevava, altresì, come, essendosi l'esaurimento del massimale verificatosi in appello, era impossibile svolgere la deduzione prima.

A parere degli Ermellini il ricorso è infondato.

La Suprema Corte, infatti, afferma che: “in tema di assicurazione per responsabilità civile il  massimale non è elemento essenziale del contratto, che può essere validamente stipulato senza la relativa pattuizione, e neppure costituisce fatto generatore del credito assicurato, configurandosi piuttosto come elemento limitativo dell'obbligo dell'assicuratore, sicchè grava su quest'ultimo l'onere di provare l'esistenza e la misura del massimale, dovendosi altrimenti accogliere la domanda di garanzia proposta dall'assicurato a prescindere da qualsiasi limite di massimale”.

Secondo la Corte grava sull'assicuratore, il quale voglia far valere in giudizio i limiti quantitativi, l'onere di allegare e provare l'esistenza del patto massimale e la sua misura.

In definitiva la Corte di Cassazione condanna definitamente la compagnia assicurativa al risarcimento dei danni in favore del danneggiato.

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

 

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Ultima modifica ilVenerdì, 22 Novembre 2019 10:34

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